Via libera all’allevamento avicolo all’aperto

Il decreto che impediva l’allevamento all’aperto del pollame è scaduto il 30 giugno 2018 e non verrà prorogato.

L’influenza aviaria è una malattia infettiva virale dei volatili, portata dagli uccelli migratori.

La Regione Veneto a livello nazionale è la prima produttrice di tacchino da carne, che rappresenta la specie a maggior rischio di diffusione di influenza aviaria. In particolare l’area del veronese, basso vicentino e padovano è il territorio a più alta densità di allevamenti di tacchini da carne a livello nazionale e tra le più alte a livello europeo.

Secondo l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie la straordinaria concentrazione di allevamenti di tacchini da carne presenti nelle provincie venete di Padova, Verona e Vicenza non poteva coesistere con la presenza di allevamenti avicoli all’aperto. Quindi se il decreto fosse stato prorogato nelle tre province, dal 01 luglio 2018, non si sarebbero attivati nuovi insediamenti avicoli all’aperto (biologici o freerange) e gli allevamenti esistenti (biologici o free-range) dovevano riconvertirsi all’allevamento al chiuso nell’arco di 2 anni. Però grazie all’alto livello di biosicurezza adottato dagli allevamenti intensivi, non c’è stata la proroga del decreto.

È comunque necessario che gli allevamenti di pollame all’aperto si dotino di Piani di biosicurezza condivisi, che hanno lo scopo di impedire la giustificazione errata utilizzata fino ad oggi, cioè che la malattia viene diffusa dagli allevamenti all’aperto.
Fino a quando la concentrazione degli impianti industriali di tacchino non sarà diminuita; il pericolo di influenza aviaria sarà sempre incombente.

Fonte: Biozootec

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