Successo per Chiamata a raccolto!

Il 17 e 18 novembre 2018 a Rasai di Seren del Grappa (BL) si è svolta l’ottava edizione di “Chiamata a raccolto”. È stato un fine settimana dedicato alla biodiversità, con il mercato di prodotti biologici e artigianali, il cibo locale bio, il concerto e i balli folk con musiche degli Alzamantes, i laboratori per bambini, il convegno “COLTIVIAMO CIBO, RACCOGLIAMO SALUTE”, la tavola rotonda "Come costruire le filiere dei semi antichi e riproducibili”, la mostra con scambio e donazione di sementi antiche, riproducibili e non manipolate.

Di particolare interesse è stato il workshop “Comunità a supporto della biodiversità”, in collaborazione con la ONG Deafal e il progetto Dynaversity, nell’ambito del quale Deafal è partner associato di Urgenci (rete internazionale delle CSA).

L’incontro ha portato inoltre le esperienze di due realtà funzionanti sul modello delle CSA, Terra Viva – Agricoltura Naturale (nella zona di Feltre) e CSA Veneto. Alla presentazione di questi due modelli così diversi e così validi è seguita una riflessione sui quattro principi delle CSA: fiducia tra i membri (produttori-consumatori), produzione e consumo locale, partenariato tra chi produce e chi consuma condividendo le responsabilità, solidarietà tra tutti.

Le CSA sono partenariati diretti basati sulle relazioni tra chi produce e chi consuma, che condividono rischi, responsabilità e benefici dell’agricoltura, sottoscrivendo un accordo vincolante a lungo termine. Questo modello, nato in Giappone negli anni Settanta da donne che si sono interfacciate con agricoltori bio locali impegnandosi a comprare i prodotti di stagione, si è diffuso successivamente negli Stati Uniti e in Europa. I pilastri delle CSA sono:

– ECONOMIA SOLIDALE (mutuo aiuto, comunità e condivisione);

– PRODUZIONE BIO (anche se non per forza certificata);

– SOVRANITÀ ALIMENTARE (diritto a cibo sano e culturalmente appropriato, partecipazione attiva).

Le CSA rendono protagonisti della produzione anche i consumatori, creano relazioni di comunità e soddisfano il diritto all’agricoltura contadina. Gli attori delle CSA stanno tutti sullo stesso piano: PRODUTTORE e CONSUMATORE, con ampio spazio per la nascita di nuovi ruoli (responsabile della comunicazione, facilitatore, tesoriere…). Proprio perché fortemente legate al territorio, non esistono due CSA identiche: non si tratta di un modello ben definito e trasferibile, ma di un’organizzazione che si adatta al luogo e alle persone, ai bisogni della comunità.

Il workshop si è concluso con l’intervento di Rete Semi Rurali, partner e responsabile dei contenuti del progetto Dynaversity, che ha parlato dell’esperienza di studio e conservazione della biodiversità.

Domenica 18 novembre migliaia di visitatori si sono interessati a ricercare semi di varietà e specie introvabili nel mondo del commercio. Questo evento, unico nel suo genere, è caratterizzato dalle associazioni e dai vari custodi alla difesa della biodiversità. Erano 25 le realtà provenienti da tutta Italia venute a scambiare i propri semi riproducibili di mille varietà, forme e colori. Grazie a questi appassionati “Chiamata a raccolto” è diventato l’incontro principale a livello nazionale, per la tutela della biodiversità e il recupero delle varietà antiche di semi. Centinaia le varietà di patate, mais, fagioli, cereali, orticole e fiori che sono state mostrate, scambiate e donate ai migliaia di visitatori. Meritano una citazione particolare le due scuole di Soranzen e di Auronzo, che da anni partecipano a questa giornata distribuendo i semi ottenuti dai loro orti scolastici e proposto degli interessanti laboratori.

“Chiamata a raccolto” è stata anche un importante momento di confronto e proposte. I rappresentanti delle varie realtà presenti hanno animato una tavola rotonda a cui hanno partecipato anche Luca De Carlo e Sara Cunial, due componenti della Commissione Agricoltura del parlamento. Luca e Sara hanno espresso un vivo apprezzamento per le attività delle varie associazioni e affermato di voler sostenere, nell’ambito della nuova legge sul biologico, la possibilità che le aziende autoproducano anche sementi antiche e riproducibili per il consumo e la vendita. Frutto della tavola rotonda è anche un nascente e importante progetto che vede l’alleanza tra le varie associazioni di salvatori di semi; una stretta collaborazione per diffondere sempre più la biodiversità e per dare vita a una filiera sana e trasparente basata sulle varietà antiche, riproducibili e tradizionali.

Il grande successo di questa edizione dimostra il forte interesse verso un modo di coltivare sano e sostenibile, in grado di tutelare il territorio, la fertilità del suolo e la salubrità dell’acqua, e nel contempo capace di produrre un cibo nutriente e non contaminato.

L’idea di ricostruire delle comunità tramite l’agricoltura sostenibile e il cibo sano per tutti, con il recupero dell’immenso patrimonio della biodiversità agricola abbandonata dai numerosi paesi della provincia, è un percorso che Coltivare Condividendo sta seguendo da diversi anni, come afferma Johannes Keintzel, presidente dell’associazione. La CSA – un’idea ormai strutturata e sperimentata – apre le porte a un nuovo scenario ricco di prospettive e di potenzialità, soprattutto in una zona come la provincia di Belluno, terra dall’enorme patrimonio di biodiversità e ancora poco intaccata dall’agricoltura intensiva.

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