Sikkim, lo Stato senza pesticidi

Il Sikkim è il primo Stato al mondo ad aver convertito il 100% della sua produzione agricola al biologico. Lo Stato himalayano del Sikkim, 7 mila kmq è il secondo più piccolo della Confederazione indiana ed è incuneato fra Cina, Nepal e Bhutan. Nel 2003, prendendo atto degli effetti nefasti dell’agricoltura industriale per gli ecosistemi, la salute e il clima, l’Assemblea legislativa del Sikkim decise la svolta biologica.

L’impresa di convertire all’agroecologia l’intera produzione alimentare si scontrava con limitate risorse economiche e una condizione territoriale non certo facile. La Sikkim Organic Mission ha coinvolto tutti, popolazione e istituzioni governative (compresa la polizia di frontiera per evitare ingressi sgraditi). Sono stati fatti progetti pilota, azzeramento dei sussidi ai fertilizzanti di sintesi nel 2008, messa al bando della vendita e dell’uso dei pesticidi non naturali, economia circolare con il recupero degli scarti nelle unità agricole, creazione di unità di produzione di biofertilizzanti e di semi biologici, laboratori per l’analisi del suolo, tecnologie post-raccolto, luoghi di trasformazione, sistemi di certificazione; e insieme alle infrastrutture e norme, tanta formazione, tecnica e motivazionale, soprattutto degli attori principali, i coltivatori.

Al Congresso internazionale sulla biodiversità tenutosi a Dehradun in India, il primo ministro del Sikkim e l’associazione Navdanya International hanno annunciato l’iniziativa per un Himalaya totalmente biologico e biodiverso, con la diffusione del modello che il Sikkim ha costruito nell’arco di 15 anni.

Il ciclo virtuoso fra agricoltori, ambiente, comunità e governo è andato ben oltre l’abbandono dell’agricoltura chimica: ha migliorato le condizioni di vita e di salute delle famiglie contadine, creato lavoro e incoraggiato l’ecoturismo.

Fonte: Extraterrestre

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