SEMINIAMO IN CLASSE

"Una scuola, che risponde alle necessità attuali della società e dell’ambiente, deve aprirsi al territorio e dotarsi di conoscenze e capacità per la comprensione e la risoluzione delle problematiche attraverso interventi concreti e la promozione di atteggiamenti e valori, volti all’impegno per migliorare l’ambiente e la qualità della vita" (prof.ssa Daria Quatrida, docente presso DISSGeA Università degli Studi di Padova). Questo l’obiettivo del progetto Agenda 21 a Scuola che il Comune di Padova, attraverso l’Ufficio Informambiente, sviluppa in collaborazione con diverse realtà associative padovane.

Dallo scorso anno scolastico, AIAB Veneto coglie questa opportunità proponendo attività laboratoriali alle scuole primarie e dell’infanzia che aderiscono al progetto con l’obiettivo di stimolare, a partire dalla tenera età, un approccio critico e maggiormente consapevole delle implicazioni delle scelte alimentari individuali, dal punto di vista del benessere fisico, ambientale e sociale.

I laboratori si sviluppano attraverso letture animate, giochi, attività sensoriali, manuali e creative, ponendo attenzione al bagaglio unico e specifico di conoscenze ed esperienze di ogni singola classe, al fine di utilizzare il linguaggio più appropriato. Grazie a questo approccio esperienziale, i bambini apprendono concetti quali la biodiversità, l’agricoltura biologica, la stagionalità, la salute e il benessere dell’uomo nel rispetto dell’ambiente.

Per l’anno scolastico in corso sono state selezionate tre tipologie di laboratorio, ognuno con una peculiare finalità:

· “Verdura comanda color” stimola i bimbi ad un nuovo contatto con la frutta e la verdura predisponendoli ad uno sguardo maggiormente curioso ed interessato, in un’ottica di ampliamento del bagaglio esperienziale e sensoriale;

· “Un orto… in terrazza” introduce i concetti di stagionalità e ciclicità in agricoltura a partire da esperimenti di produzione di compost e di rinvaso di piantine aromatiche, soffermandosi anche sulle proprietà delle spezie e sul loro utilizzo in cucina;

· “Io, il cibo e il territorio” affronta le ripercussioni delle scelte alimentari individuali sulla società e sull’ambiente e tramite giochi di ruolo e l’ausilio di strumenti visivi rende fruibili anche ai bambini concetti così complessi.

Perché rivolgersi direttamente ai bambini riguardo ai comportamenti alimentari quando è opinione comune che le scelte a tavola siano prerogativa dei loro genitori?

“L’idea diffusa è che i bimbi non sarebbero in grado di effettuare delle scelte sane in quanto attirati unicamente da cibi troppo zuccherati o salati e in generale poco vari e salutari” – dice la psicologa Florinda Vezzoso, che svolge per AIAB Veneto i laboratori – “Noi pensiamo invece che i bambini siano perfettamente in grado di fare scelte diverse se aiutati a sperimentare il cibo con una molteplicità di punti di vista, che vadano anche oltre il mero approccio gustativo. Grazie al gioco, alle attività e alla scoperta di curiosità che riguardano il cibo e la sua provenienza, i ragazzi sviluppano un interesse che li rende maggiormente disponibili verso l’assaggio e il consumo di queste pietanze. Scoprire, ad esempio, che un tempo esistevano carote viola, bianche e gialle, oltre a quelle arancioni a cui siamo abituati, e che le conosciamo di questo colore a seguito di una selezione di sementi voluta in onore della dinastia olandese degli Orange, che aveva combattuto la guerra d’indipendenza contro il potere spagnolo, o assaggiare, toccare, annusare bendati alcuni ortaggi provoca quell’apertura che permette loro di sperimentare nuovi sapori e rivedere le loro opinioni.”

“Nei nostri laboratori costruiamo assieme ai bambini e ai loro insegnanti nuovi significati rispetto alle scelte alimentari che tengano conto non solo di ciò che piace come gusto, ma anche di ciò che è preferibile per il corpo, per l’ambiente e per la società. Ci dà molta fiducia il fatto che i laboratori stiano avendo riscontri positivi: in alcune classi abbiamo notato a distanza di una settimana dal primo incontro un cambiamento della tipologia di merenda, passando dalla classica merendina confezionata ad un mix di frutta o verdure crude e frutta secca.”

Naturalmente ciò avviene soprattutto laddove i nostri interventi incontrano la sensibilità e la collaborazione degli insegnanti e delle famiglie: solo in questo modo le piccole esperienze che seminiamo in classe possono germogliare nelle nuove generazioni.

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