Salviamo le api!

Dall’ analisi di 73 ricerche scientifiche degli ultimi anni è emerso che gli insetti, rispetto animali, rettili ed anfibi, hanno una velocità di estinzione otto volte superiore. In altre parole, la massa complessiva di insetti che popola il pianeta si sta riducendo del 2,5% ogni anno;potrebbero estinguersi in meno di un secolocon conseguenze catastrofiche per tutti gli altri animali, noi compresi.

L’ape è una della specie più a rischio. Nei nostri ambienti principale causa della loro scomparsa è l’uso degli agrofarmaci in agricoltura convenzionale.

La Francia si è già mossa, è il primo paese europeo che vieta i cinque pesticidi responsabili della moria delle api. Quindi si differenzia dagli altri paesi europei in cui sono vietati tre dei cinque pesticidi neonicotinoidi usati dagli agricoltori. In Baviera (Germania) nel giro di due settimane, sono state raccolte 1 milione 745 mila firme per richiedere un referendum in difesa delle api e della tutela della loro sopravvivenza. Inoltre il referendum propone che entro il 2025 il 20% dei terreni agricoli del Land siano coltivabili secondo criteri biologici, percentuale che idealmente raggiunga il 30% nel 2030.

In Italia quest’anno e l’anno scorso sono stati sequestrati in Friuli campi coltivati a mais a causa dell’inadeguato uso di agrofarmaci utilizzati impropriamente nella concia del mais.

Da ricordare è la «Carta di San Michele all’Adige» un documento stilato e firmato da esponenti della ricerca scientifica e da personalità di rilievo del mondo dell’apicoltura e dell’ambientalismo, che sottopongono alle amministrazioni politiche l’urgenza di accordare un’adeguata protezione faunistica all’Apis mellifera (Linnaeus, 1758) e, in particolar modo, alle sue sottospecie autoctone.

Questa specie, pur essendo gestita dagli apicoltori da molti millenni, non può essere considerata un animale domestico e, in quanto insetto pronubo, svolge un ruolo insostituibile per la conservazione della biodiversità e quindi nel mantenimento degli equilibri naturali stessi, senza contare l’impatto sulle produzioni agricole. Nella «Carta di San Michele all’Adige» sono esposti in modo puntuale gli argomenti scientifici a supporto di questa visione, sulla base dei quali si potrà procedere, secondo varie modalità operative, ad azioni concrete volte alla salvaguardia di A. mellifera anche e soprattutto come entità biologica. Questo documento non vuole contrapporsi alle azioni intraprese dal mondo dell’apicoltura, ma contribuire ad una visione più globale del gravissimo problema del declino delle api mellifere.

Fonti: Il Post, Greenme, il Corriere della Sera, Italiaambiente

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