Rigeneriamo l’azienda insieme ai suoli

Anche quest’anno è iniziata la collaborazione tra AIAB VENETO e l’ente di formazione CIPAT, con la proposta di con un corso base di agricoltura organica e rigenerativa (AOR): docente in cattedra Matteo Mazzola.

Durante la prima giornata è stato fatto un confronto fra agricoltura convenzionale e rigenerativa, nel quale sono emersi gli effetti positivi dell’agricoltura rigenerativa.  Per quest’ultima fondamentale è la copertura totale e permanente del suolo; per garantire questa caratteristica bisogna seminare specie diverse in successione strette, cioè seminare e raccogliere colture diverse una dopo l’altra, evitando lunghi periodo di suolo nudo esposto alle avversità atmosferiche, cosa che succede molto spesso in agricoltura convenzionale durante l’inverno, in cui il terreno viene lasciato senza coltura. Una copertura permanente del suolo riduce l’evapotraspirazione del terreno, che risulta più ricco di radici che con la loro attività lo rendono più friabile, lavorabile e con minor compattamento del suolo.

Un altro importante principio dell’agricoltura rigenerativa è riportare “la vita” nel agroecosistema, per fare questo una tecnica molto efficace è il pascolamento mobile. Perciò non animali in gabbia, ma liberi di muoversi in recinti che vengono spostati a intervalli di tempo variabile; così facendo gli animali velocizzano l’ecologia, fertilizzano il terreno e lo liberano da patogeni e insetti nocivi per la coltura successiva.

Terza caratteristica del sistema rigenerativo è la pluricoltura, ovvero in uno stesso appezzamento seminare specie diverse in passaggi successivi, come la segale ed il pisello proteico che con i propri viticci avvolge la segale evitando il suo possibile allettamento dopo un evento di vento forte nel campo, il risultato sarà un pane con un maggior contenuto proteico o alimento fermentato per gli animali.

Mazzola ha ricordato spesso che l’agricoltura organica rigenerativa non è un metodo scritto sui libri ma piuttosto un approccio sistemico da testare nelle aziende. Tale approccio comporta più impegno, in quanto bisogna:

– incrementare la biodiversità funzionale dell’azienda;

– usare efficacemente le risorse disponibili;

– incrementare la produttività della biomassa;

– incrementare la qualità nutrizionale ed organolettica degli alimenti;

– aumentare il sequestro di carbonio.

Un’altra importante cosa da ricordare in azienda se si vuole effettuare questa pratica è andare incontro al rinnovo/rigenerazione del parco macchine aziendale. Infatti una copertura del suolo più o meno costante del suolo comporta anche la progettazione o modifica di macchine da lavoro con l’aiuto di un buon fabbro.

In questo corso è emersa anche l’importanza dei sistemi agro-forestali; infatti la maggior parte delle specie che si coltivano, senza tener presente dell’aumento delle temperature a causa del riscaldamento globale, originariamente si erano sviluppate in ambienti maggiormente ombreggiati o comunque con una minor esposizione ai raggi solari. Quindi risulta essenziale inserire nello stesso appezzamento di colture erbacee delle colture arboree che hanno lo scopo di ombreggiare e difendere le colture da reddito da calamità atmosferiche (es. grandine, scottature ecc.). Ovviamente per ridurre la competizione tra colture erbacee ed arboree, situate nello stesso campo, è necessario che alle colture arboree venga fatta una potatura importante a livello delle radici, facendo in modo che si approfondiscano ovvero vadano verso il basso impedendone lo sviluppo più in superficie con una conseguente competizione verso le piante da reddito; inoltre vengono potati i rami più bassi delle colture arboree.  Questo sistema agro-forestale ha un apporto “ecosistemico” cioè porta a una riprogettazione della biomassa, in cui viene sfruttato il potenziamento genetico della pianta.

Queste nozioni “non sono fantascienza” come dice il docente, in quanto lui stesso ogni giorno lo testa nella sua azienda agricola “Iside” sul lago d’Iseo, dove ha piantato partendo dal basso verso l’alto: colture di fiori a bulbo, rabarbaro, ribes ed uva spina, susino e trecantus o spino di giuda. Le colture della sua azienda sono state scelte in base alla richiesta del mercato, eccetto lo spino di giuda che ha lo scopo specifico di creare ombra alle colture sottostanti.

 

Le prossime giornate formative saranno in campo!

Il proprietario dell’azienda sarà contemporaneamente allievo e docente, presenterà i suoi successi e le sue sfide mentre il gruppo apprenderà dai primi e porterà consigli sul come affrontare le seconde. Le attività verranno guidate da un moderatore che faciliterà lo scambio di conoscenze ed esperienze degli agricoltori e nel caso apporterà consigli tecnici specifici.

 

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