Preoccupa il contenuto di pesticidi nelle acque italiane

Il Veneto è una delle regioni con maggior contenuto di pesticidi nelle acque. Il Glifosate e l’Atrazina sono i prodotti più trovati rispettivamente nelle acque superficiali e sotterranee.

Lo scorso aprile è stato divulgato dall’ISPRA il rapporto nazionale dei pesticidi nelle acque nel biennio 2015-2016. I pesticidi sono i prodotti fitosanitari, utilizzati per la protezione delle piante e per la conservazione dei prodotti vegetali, e i biocidi, impiegati in vari campi di attività (disinfettanti, preservanti, pesticidi per uso non agricolo, ecc.).

Nelle acque superficiali sono stati trovati pesticidi nel 67% dei punti di monitoraggio; nelle acque sotterranee nel 33,5% dei punti. Il risultato complessivo indica un’ampia diffusione della presenza e contaminazione da pesticidi. In alcune Regioni la presenza dei pesticidi è molto più diffusa del dato nazionale, arrivando a interessare oltre il 90% dei punti delle acque superficiali in Friuli Venezia Giulia, provincia di Bolzano, Piemonte e Veneto. Sono state trovate 259 sostanze diverse, a conferma della maggiore efficacia complessiva delle indagini. Gli erbicidi sono ancora le sostanze più rinvenute, soprattutto a causa dell’utilizzo diretto sul suolo, spesso concomitante con i periodi di maggiore piovosità di inizio primavera, che ne determinano un trasporto più rapido nei corpi idrici superficiali e sotterranei. Rispetto al passato è aumentata notevolmente la presenza di fungicidi e insetticidi, soprattutto perché è aumentato il numero di sostanze cercate e la loro scelta è più mirata agli usi su territorio.

Nel complesso la contaminazione è più diffusa nella pianura padano-veneta.

Nelle acque superficiali, nel 24% dei punti di punti di monitoraggio, le concentrazioni superano i limiti ambientali. La sostanza più ritrovata nelle acque superficiali è il glifosate e il suo metabolita AMPA. Mentre, nelle acque sotterranee per 8.3% dei punti monitorati sono state trovate concentrazioni superiori ai limiti. La sostanza più rinvenuta è l’ atrazina.

I dati del biennio evidenziano più che in passato, la presenza di miscele nelle acque. Con un numero medio di circa 5 sostanze e un massimo di 55 sostanze in un singolo campione. Si deve, tenere conto che l’uomo e gli altri organismi sono spesso esposti a miscele di sostanze chimiche, di cui a priori non si conosce la composizione, e che lo schema di valutazione basato sulla singola sostanza non è adeguato. La presenza di miscele di sostanze nelle acque è uno degli aspetti più critici evidenziato dal monitoraggio. La tossicità di una miscela è sempre più alta di quella dei singoli componenti.

In conclusione il monitoraggio segnala una presenza diffusa di pesticidi nelle acque, con un aumento nel tempo delle sostanze rinvenute e delle aree interessate. Questo perché in vaste zone del paese, emerge una contaminazione prima non rilevata. La persistenza di certe sostanze, insieme alle dinamiche idrologiche molto lente (specialmente nelle acque sotterranee) rende i fenomeni di contaminazione ambientale difficilmente reversibili.

Fonte:

– Rapporto nazionale pesticidi nelle acque, dati 2015-2016

Rapporto_282_2018- contenuto pesticidi sulle acque.pdf

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