Pesticidi dalla Pianura Padana ai ghiacciai delle Alpi

Nel mese trascorso si è continuato a parlare di pesticidi. Non solo per la moria di api, ma anche per l’accumulo dei prodotti fitosanitari nei ghiacciai alpini.

Infatti i pesticidi usati nella pianura padana arrivano e si accumulano nei ghiacciai delle alpi; lo ha dimostrato uno studio fatto dall’università di Milano-Bicocca pubblicato sulla rivista Enviromental Pollution.

Analizzando una carota di ghiaccio prelevata dal ghiacciaio del Lys, nel massiccio del Monte Rosa, i ricercatori hanno evidenziato una forte correlazione tra gli usi (dal 1996 a oggi) dell’insetticida chlorpyrifos e dell’erbicida terbutilazina nelle aree agricole italiane limitrofe alle Alpi e le quantità ritrovate nella massa glaciale. L’esame di campioni di acqua di fusione prelevati dal Lys e da altri cinque ghiacciai (Morteratsch nel Massiccio del Bernina, Forni nel gruppo dell’Ortles Cevedale, Presena nel gruppo della Presanella, Tuckett nel gruppo del Brenta e Giogo Alto nel gruppo del Palla Bianca-Similaun) ha inoltre rivelato la presenza in tutto l’arco alpino di alcuni insetticidi ed erbicidi, confermando il ruolo dei ghiacciai come accumulatori di contaminanti trasportati in atmosfera e evidenziando una connessione con gli usi agricoli nelle aree limitrofe alle Alpi.

Gli stessi risultati erano emersi in una ricerca del 2017 in cui tracce di pesticidi, erbicidi, farmaci e profumi per prodotti detergenti e l’insetticida clorpirifos sono state trovate in alta quota, a 2.700 metri, vicino al ghiacciaio Presena, dai ricercatori del Muse di Trento, impegnati dal 2015 a raccogliere dati nell’ambito di un progetto di ricerca biennale finanziato dalla Fondazione Caritro sul rischio ambientale dei contaminanti nei fiumi trentini. I contaminanti tra i quali i pesticidi utilizzati sul mais della Pianura Padana viaggiano con correnti aeree per lunghe distanze per poi precipitare per condensazione in alta quota. Al disgelo, queste sostanze entrano in acqua.

Quale può essere una soluzione??? Forse una c’è, cioè aderire a Poison – free and Farming 2030 – Cibo e agricoltura liberi da pesticidi 2030, ovvero la campagna globale voluta da Vandana Shiva presidente di Navdanya International. Tale campagna vuole essere un invito a creare un movimento unificato per il cambiamento. Si rivolge a tutte le donne, uomini, giovani, cittadini e cittadine, popoli indigeni, contadine e contadini, produttori e consumatori, comunità locali dal nord e dal sud del mondo, interessati/e ad impegnarsi ed agire per difendere il nostro pianeta, garantire un futuro vivibile alle future generazioni.

Fonte: www.ladige.it; www.Terranuova.it;

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