Humus, una rete per il bio italiano

Humus è una rete di organizzazioni agrobiologiche impegnate in diverse regioni d’Italia a proseguire l’esperienza intrapresa sui principi ed sui valori costitutivi della bioagricoltura italiana, per non restare schiacciati da un trend “convenzionato” e “burocratico” legato alla mera applicazione delle norme pubbliche vigenti ed al pensiero dominante dei mercati della grande distribuzione organizzata (GDO). È una “rete sociale”, cioè una aggregazione orizzontale, fra organizzazioni economiche ed associazioni civili, aperta anche al contributo di singoli soggetti esperti ed impegnati, in grado di dare luogo a nuovi sistemi di partecipazione dei vari soggetti protagonisti alle vicende dell’agricoltura biologica e del territorio rurale.

I soggetti aderenti si impegnano a diffondere i principi della rete e ad interagire con reciprocità nella pratica agricola ed alimentare basata sui principi dell’IFOAM, della Rete dell’Economia Solidale e del Local Fairtrade. Di seguito vengono spiegati in breve i principi del ‘Manifesto Humus, per la bioagricoltura italiana’.

Sviluppo durevole e sostenibile

I sistemi agrobiologici devono essere orientati alla tutela ed all’incremento della sostanza organica del suolo, intesa soprattutto come humus, fondamentale nel terreno agrario. Le strategie di rispetto dei cicli biologici della sostanza organica nell’agroecosistema implicano e richiamano la salvaguardia degli altri beni comuni gestiti dall’agricoltura (oltre al suolo), cioè l’aria (emissioni nocive e climatico alteranti), l’acqua (preservazione ed uso sostenibile della risorsa idrica) e la biodiversità dei campi coltivati e del territorio agricolo (sementi e paesaggio). Non è consentito l’uso di sostanze di sintesi e di organismi geneticamente modificati.

Equità del prezzo e delle relazioni sociali ed economiche

Si ha l’obiettivo di proporre relazioni economiche e di lavoro che rispettino le leggi, prevengano e combattano i fenomeni malavitosi e criminali, promuovono la giustizia sociale, la partecipazione, l’accoglienza dei migranti, la crescita professionale e lo sviluppo umano. Relazioni commerciali in grado di instaurare collaborazioni di lungo periodo, basate sul riconoscimento del valore della produzione, riflesse in un prezzo equo, fino a comprendere un patto di filiera con i consumatori e relazioni di partenariato in grado di mitigare i rischi e le conseguenze nocive dei cambiamenti climatici, anche con buone pratiche e l’innovazione.

Responsabilità sociale e territoriale

Attraverso la tutela delle forme di lavoro familiare ed artigianale, anche quelle tradizionali, proprie dell’impresa agricola “inclusiva”, del lavoratore e del consumatore/coproduttore, in grado di perseguire il soddisfacimento solidale di tutti i “bisogni” di vita (cibo, salute, sicurezza) e di lavoro (reddito, opportunità).

Con questi obiettivi la pratica dell’agricoltura biologica si pone il fine di determinare il cambiamento dei sistemi agricoli territoriali, con forme innovative di interazione e partecipazione, in grado di assicurare le dovute sinergie fra le sostenibilità economiche, ecologiche e sociali.

Qualità, bontà e sapore del cibo

Parliamo di un cibo più genuino perché più vicino al mondo agricolo che lo ha generato, di lavorazioni del prodotto che preservino naturalità e freschezza del prodotto, di cibo che nasca da piante curate con naturalità, esenti da pesticidi e nitrati. Di cibo che sfrutti al meglio le condizioni pedologiche e ambientali locali, senza particolari forzature, di cibo diverso non solo per la base genetica, ma anche per la storia e la tradizione di cui è portatore, di cibo nuovo perché frutto di una nuova agricoltura e capace di soddisfare modelli alimentari più sostenibile, come quello vegano e vegetariano, di un cibo che aiuti a guarire il corpo, ma anche l’anima.

I partecipanti attuali alla rete humus sono:

– Cooperativa “La Terra e il cielo”, produttori biologici. Piticchio di Acervia (AN).

– Cooperativa “El Tamiso”, produttori biologici. Padova.

– “Con.pro.bio Lucano”, consorzio di produttori biologici. Metaponto (MT).

– “Rete utile buono e bio”, Rete di produttori, consumatori ed organizzazioni di volontariato. Bari.

– “Puglia Natura”, Consorzio di imprese agrobiologiche singole ed associate, Bari.

– “Biolitalia”, associazione di produttori per il miglioramento della qualità dei prodotti biologici, Bari.

– “Rete bio“, cooperativa di produttori e distributori locali di prodotti biologici, Reggiolo (RE).

– “Agricoltura biologica Calabria-ABC”, associazione di produttori, tecnici e consumatori, centro di formazione permanente. Sant’Onofrio (VV).

– “Carpem naturam“, produttori ortofrutticoli biologici. Corigliano Calabro (CS).

– Associazione Università Verde di Bologna – Centro Antartide, Centro Studi e Comunicazione Ambientale di Bologna

– “Associazione La Buona Terra“, associazione lombarda agricoltori biologici e biodinamici, Puegnago del Garda (BS).

Gli obiettivi strategici della rete humus sono:

a) Promuovere la dimensione civica ed etica dell’agricoltura e dei processi alimentari, intesa come legame dai soggetti protagonisti della vicenda agricola ed alimentare, fino ai cittadini residenti;

b) Caratterizzare la produzione agricola ed alimentare con elevati contenuti, obiettivi e metodologie ambientali, salutistiche, di responsabilità sociale ed economiche e di qualità,

c) Attenersi a criteri, metodologie e standard condivisi e riconoscibili a livello locale, nazionale ed internazionale;

d) Diffondere ed evolvere i principi e le pratiche oggetto della rete in ambito nazionale ed internazionale

Al festival “Si può fare!” di Mira (VE) la Rete Humus si è presentata all’associazione Botteghe del Mondo e ai produttori agricoli locali veneti, per creare un coordinamento regionale. Vi terremo aggiornati degli sviluppi futuri della Rete Humus nei prossimi numeri. Se siete interessati alla Rete humus, visitate il seguente link: www.retehumus.it.

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