“Diventare liberi dai pesticidi non è solo possibile, ma salutare!”

Sono queste le parole di Daniele Chiaroni, sindaco del comune di Occhiobello che per primo in Italia ha eliminato l’uso delle sostanze chimiche nella disinfestazione delle zanzare ed la gestione del verde pubblico.

Occhiobello è una cittadina di 12 mila abitanti della provincia di Rovigo, è il primo Comune ad aver aderito alla rete anti-pesticidi, che ad oggi è costituita da 30 comuni sparsi in tutta Italia, con l’obiettivo di rendere la sostenibilità ambientale una pratica quotidiana.

Se pensiamo che il 70% della popolazione europea vive nelle città e che i cittadini sono sempre più esposti ai pesticidi, i quali non vengono utilizzati solo nelle aziende agricole per la produzione di alimenti, ma anche nelle aree verdi delle scuole, dei parchi giochi, degli asili, dei giardini privati, dei campi sportivi, dei marciapiedi e dei cimiteri. Ne consegue che ogni cittadino direttamente o indirettamente è a contatto ogni giorno con decine di diversi pesticidi attraverso il cibo e l’ambiente. Un numero crescente di prove scientifiche dimostra gli effetti nocivi dei pesticidi sulla salute umana e sulla biodiversità, specialmente sui bambini piccoli e sui nascituri.

Il progetto Città Libere dai Pesticidi, promosso da PAN Europe (Pesticide Action Network), prevede un’Europa in cui l’uso dei pesticidi sia ridotto al minimo e sostituito da alternative sostenibili, al fine di tutelare la salute dei cittadini e dell’ambiente, garantendo una migliore qualità di vita.

L’obiettivo del progetto, è riunire una massa critica di città impegnate ad eliminare l’uso degli antiparassitari e fornire una piattaforma europea all’interno della quale condividere esperienze e conoscenze, ricevendo supporto reciproco.

Secondo i dati dell’istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale, nella biosfera vengono liberate ogni anno oltre 250 milioni di tonnellate di prodotti organici di sintesi, tra cui 2 milioni di tonnellate di pesticidi, in Italia 175mila tonnellate e circa 3 chili di pesticidi a testa ogni anno. Solo una piccola parte di queste sostanze (circa lo 0,1%) raggiunge il bersaglio, il resto finisce nell’ambiente. Quindi una città senza pesticidi rappresenta un indubbio beneficio per i cittadini che frequentano parchi e giardini non trattati da sostanze chimiche.

Ne è un esempio il comune di Occhiobello, in cui il diserbo viene fatto manualmente da persone che si trovano in difficoltà (es. disoccupati). Da dieci anni hanno cambiato il metodo per fare derattizzazione, utilizzando delle ‘esche virtuali’ che gli permettono di individuare dove effettivamente è presente l’animale, per poi mettere la trappola. Per la lotta alle zanzare effettuano il lavaggio delle caditoie 2-3 volte all’anno, con ipoclorito di sodio che elimina le uova di zanzara tigre. Fanno il monitoraggio delle aree palustri (golena del Po) e fossati, e nel caso vengano catturate un gran numero di zanzare (cioè venga superata la soglia d’intervento), vengono fatti i trattamenti con Bacillus thuringiensis (prodotto biologico che uccide la larva di zanzara). Sono stati in grado di georeferenziare i focolai di zanzare nel territorio del comune, grazie all’aiuto dei cittadini. Queste sono alcune delle informazioni che sono state divulgate lo scorso maggio da Filippo Moretto, tecnico ambientale del comune durante un convegno tenutosi ad Occhiobello con lo scopo di mettere a confronto nuovi studi sull’utilizzo sostenibile dei prodotti fitosanitari, ed esperienze a livello nazionale ed internazionale. Il convegno con il titolo ‘Per una città libera dai pesticidi: politiche, studi e pratiche’ ha permesso l’incontro tra enti pubblici, ricerca ed industria biologica dei fitofarmaci.

Durante la giornata, dalla presentazione di Pietro Paris dell’ISPRA è emerso che la zona con le acque più inquinate è l’area Padano Veneta. Il Glifosate ed il suo metabolita sono i prodotti più presenti nelle acque superficiali, mentre l’Atrazina che ne è stato vietato l’uso a metà anni ’80, primeggia ancora nelle acque sotterranee, questo perché non sono presenti organismi ed agenti in grado di degradarla.

Secondo Andrea Peruzzi docente dell’Università di Pisa, il pirodiserbo è la migliore tecnica da usare per il controllo della flora infestante in area urbana. In quanto provoca uno shock termico che lessa la pianta a 500°C e danneggia le gemme basali, causando il rallentamento della ricrescita dell’infestante (effetto auto-catalitico); questo nel tempo ridurrà il numero d’ interventi e quindi i costi. Risulta quindi più economica del controllo chimico che prevede un maggior numero di trattamenti, oltre che alla formazione degli operatori che lo praticano (patentino fitosanitario).

I due entomologi Alessandra Della Torre dell’Università di Roma ‘La sapienza’ ed Simone Martini di Entostudio hanno precisato che per la lotta alle zanzare fondamentale è il monitoraggio dei luoghi in cui si sviluppa l’insetto, e solo dopo aver verificato l’effettiva presenza di un numero rilevante di zanzare con le apposite trappole si dovrò effettuare il trattamento con prodotti biologici, e non di trattare mensilmente a calendario.

Il convegno si è concluso con l’intervento dell’industrie che hanno testimoniato gli investimenti che stanno affrontando in tema di sostenibilità.

Speriamo che altri comuni aderiscano alla rete europea ‘Città libere dai pesticidi’ come ha fatto per primo Occhiobello, per tutelare la salute del cittadino e del pianeta Terra.

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