PANORAMICA SUI BIO-DISTRETTI VENETI

Facciamo chiarezza su cos’è un BIO-DISTRETTO, e quali sono i principi e gli obiettivi alla base della sua costituzione.

Il ‘Bio-distretto’ è definito come: ”un’area geografica funzionale, nella quale si stabilisce un alleanza tra agricoltori, cittadini, operatori turistici, associazioni e pubbliche amministrazioni, per la gestione sostenibile delle risorse. Tale sinergia avviene sulla base dei principi e delle pratiche biologiche di produzione e consumo”.

Nasce dalla spinta propulsiva congiunta degli agricoltori biologici, che ricercano mercati locali in grado di apprezzare e valorizzare le loro produzioni, e dei cittadini, sempre più interessati a acquistare a prezzi onesti alimenti sani e in grado di tutelare la salute e l’ambiente. Giocano un ruolo fondamentale anche le amministrazioni e le scuole, che con le loro scelte sono in grado di indirizzare le abitudini dei consumatori e dei mercati locali. I vantaggi per la creazione dei Bio-distretti sono diversi:

– I produttori agricoli possono riuscire a collocare localmente la maggior parte delle produzioni, inserendosi in circuiti detti multifunzionali, come bio-agriturismi, bio-sentieri, bio-fattorie didattiche, bio-fattorie sociali. Gli agricoltori possono promuovere le loro produzioni attraverso i piani di marketing territoriale che un Bio-distretto può attivare.

– I consumatori possono acquistare i prodotti biologici del territorio, preferibilmente attraverso i canali della filiera corta come i mercati biologici, i punti vendita aziendali, la distribuzione diretta e i “GAS”, i Gruppi di Acquisto Solidale. I consumatori grazie al Bio-distretto, possono contare sulla tracciabilità totale del prodotto biologico da filiera corta, sulla loro maggiore disponibilità e facilità di acquisto e sulla salvaguardia delle risorse naturali del territorio in cui vivono.

– Le amministrazioni pubbliche hanno la possibilità di riqualificare e valorizzare il proprio territorio, rendendolo più attrattivo dal punto di vista turistico.

– Le imprese del settore agroalimentare o della produzione di mezzi tecnici agricoli possono aderire al Bio-distretto e beneficiare della concentrazione locale di aziende biologiche, sia per la fornitura di mezzi tecnici che per la produzione di materie prime per la trasformazione alimentare (pasta, mangimi).

Lo scorso marzo all’Università degli Studi di Padova che ha sede all’Agripolis si è tenuto un Focus group sui Bio-distretti Veneti organizzato dal CREA.

Durante l’incontro è emerso dai tre rappresentanti dei Bio-distretti veneti costituiti, cioè il Bio-distretto delle Venezie, il Bio-distretto Colli Euganei ed il Bio-distretto dell’Altopiano di Asiago che attualmente a causa della loro recente esistenza non è stato ancora possibile aumentare la cooperazione fra i soggetti che li costituiscono. Quindi è fondamentale incentivare una maggiore integrazione verticale e orizzontale tra i soggetti.

Il Bio-distretto delle Venezie ha riscontrato che nel suo territorio sono più propensi alla promozione del biologico i comuni dell’entroterra, rispetto quelli della costa in cui il turismo è molto sviluppato. Mentre per il Bio-distretto dell’Altopiano, caratterizzato da un territorio naturalmente biologico ma delicato, ha evidenziato la mancanza di un’assistenza tecnica per le aziende agricole che vogliono intraprendere l’attività a biologico oltre a quelle già biologiche.

All’incontro erano presenti anche i rappresentanti di due possibili futuri Bio-distretti veneti: il Bio-distretto bellunese delle Dolomiti e il Bio-distretto Valdobbiadene-Conegliano.

Sarà premura dei maggiori esponenti dei Bio-distretti veneti dimostrare la loro presenza attraverso le varie forme di comunicazione, affinché la comunità diventi consapevole dell’importanza del loro sviluppo nel favorire la sostenibilità economica, ambientale e sociale del territorio.

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