L’AGRICOLTURA BIOLOGICA NELLA PROGRAMMAZIONE 2014-2020

Nel panorama dei 21 PSR 2014-2020 regionali adottati dalla Commissione Europea, sono poche le Regioni che hanno scelto di potenziare il settore biologico soprattutto mediante la messa a punto di una strategia articolata su molteplici misure e lo stanziamento di adeguate risorse finanziarie dirette prioritariamente alla conversione al metodo di produzione biologica e non solo al mantenimento, mostrandosi attente non solo ai problemi di ordine sanitario ma anche alla crescente ma anche alla crescente domanda di prodotti biologici sia interna e esterna.

Per la Misura 11 “agricoltura biologica” bisogna considerare l’entità delle risorse finanziarie stanziate per il periodo 2014-2020 a favore della conversione e mantenimento dell’agricoltura biologica, che ammontano a 1.7 miliardi di euro, il 9,5% delle risorse pubbliche complessivamente stanziate per i PSR in Italia. Il Veneto mette a disposizione per tale misura un totale di 21 800 000 euro, con un incidenza del 1.8% sulle risorse pubbliche messe a disposizione per il PSR regionale. Al 31 dicembre 2017 vi sono 1 575ha di superficie in conversione e 6 275ha di superficie in mantenimento al biologico.

I pagamenti a ettaro nella misura 11 per la conversione ed il mantenimento delle produzioni biologiche sono state individuate in seguito ad aver considerato i maggiori costi e la minor guadagno dell’agricoltore. La misura 11, in alcuni casi tiene conto dei costi di transazione cioè i costi sostenuti dall’agricoltore per la gestione della domanda. Talvolta vengono considerati anche i costi da sostenere per l’ottenimento della certificazione cioè i costi di prima iscrizione al sistema di controllo, di mantenimento del sistema di controllo e per le analisi previste dal disciplinare di produzione.

Per quanto riguarda i livelli di pagamenti, si rileva una forte variabilità degli stessi da regione a regione, anche in presenza di condizioni pedoclimatiche, tecniche e di mercato simile.

Tab. 1 : Importi minimi e massimi dei pagamenti nei PSR 2014-2020 (EUR/ha/anno *Fonte: Elaborazioni sui dati elaborati dei PSR regionali adottati dalla CE

Tipologia di coltura Pagamenti di conversione

Minimo Massimo

Pagamenti di mantenimento

Minimo Massimo

Seminativi per zootecnia 308 706 275 752
Foraggere per zootecnia 150 600 140 540
Prati e pascoli per zootecnia 31 600 29 450
Seminativi 145 600 120 600
Foraggere 100 454 90 359
Prati e pascoli 13 450 12 450
Orticole 434 600 321 600
Colture in serra 570 600 160 600
Piante aromatiche e officinali 190 900 173 900
Piante industriali 180 600 160 600
Fruttiferi 390 900 102 900
Frutta a guscio e castagno 113 900 559 900
Agrumi 609 900 559 900
Vite 506 900 465 900
Olivo 690 900 330 810

Il sostegno all’agricoltura biologica assume nella programmazione 2014-2020 un’identità assestante rispetto alla misura “pagamenti agro-climatico-ambientale”. Per il Veneto le due misure risultano alternative tra loro.

Nell’ambito delle politiche definite con i PSR regionali, lo sviluppo del settore biologico non dovrebbe essere affidato alla sola misura 11. Nel Veneto le misure del PSR che privilegiano le aziende biologiche sono la M3 e la M16 della Cooperazione.

È importante sottolineare, come sia la politica di sviluppo rurale definita a livello regionale ad assicurare il maggior sostegno allo sviluppo del settore biologico, in ragione dell’ampia gamma di strumenti disponibili nell’ambito dei PSR e delle risorse che, di anno in anno, sono rese disponibili a tale scopo.

Il nuovo piano strategico nazionale per lo sviluppo del sistema biologico, non ha una propria dotazione finanziaria ma si intende perseguire le sue finalità mettendo a sistema le risorse assegnate dalle diverse politiche attivate in Italia a beneficio dell’agricoltura biologica e prevedendo un orientamento e un coordinamento delle stesse a livello centrale. Si è proceduto, pertanto, ad analizzare le modalità secondo cui è stata data attuazione alla misura sull’agricoltura biologica, introdotta con l’ultima Riforma della PAC, e sono stati privilegiati gli operatori biologici nell’accesso alle altre misure del PSR.

In particolare, per quanto riguarda il settore biologico, le strategie a favore del suo sviluppo nell’ambito dei PSR 2014-2010 sarebbero potute essere maggiormente incisive. Va anche detto, comunque, che, grazie all’esperienza maturata nelle passate programmazioni, le Regioni hanno introdotto alcune condizioni di ammissibilità nella Misura 11 per favorire le aziende più virtuose e utilizzato in un maggior numero di casi rispetto al passato una più ampia gamma di strumenti per potenziare lo sviluppo del settore biologico dal punto di vista strutturale. Si deve aggiungere, inoltre, che ciò emerge dall’analisi dei PSR, ma in fase di attuazione e, in particolare, nei bandi, tali strumenti sono previsti anche più diffusamente.

Appare poco considerata la rilevanza dell’associazionismo per il settore biologico, vista la maggiore dispersione sul territorio delle aziende biologiche e, quindi, la loro difficoltà a raggiungere masse critiche di prodotto adeguate per favorirne la trasformazione e/o la commercializzazione.

Estratto preso da “ L’agricoltura biologica nella programmazione 2014-2020” del SINAB

L’agricoltura biologica nella programmazione 2014 – 2020.pdf

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