La viticoltura biologica, vista dai produttori

Analizzando le statistiche ufficiali del settore biologico del vino, in Italia nel 2016 si è registrato un fatturato complessivo di circa 1,3 miliardi di Euro con un relativo rialzo annuo del +20,3%.

Le vendite di vino bio in Italia vedono variazioni positive del fatturato del 2017 rispetto al 2016 del +160,8% per i bianchi e del +81,0% per i rossi, mentre in volume questi salgono rispettivamente del +173,3% e del +100,3%. Nel ultimo anno, la superficie a vite biologica in Italia sale del +23,8% rispetto al 2015.

Il Veneto, con i suoi complessivi 4.493 ha (4,3% sul totale) di vigneto biologico, si pone al quinto posto nazionale per superfici, che rappresentano il 5,3% dell’intera superficie vitata regionale. Secondo i dati presentati nel corso del ultimo incontro sul trittico vitivinicolo veneto a metà Gennaio a Lonigo (VI) da Avepa, in Veneto nel 2017 le aziende produttrici rilevate nel comparto vite biologica sono 739 e mostrano una crescita del 13,7% rispetto al anno precedente.

Superficie, produzioni e aziende del vino biologico in Veneto- anno 2017 *Fonte dati: Avepa

Provincia superficie vitata (ha) Quantità raccolta (q) Numero azienda
Belluno 1,8 160 4
Padova 580 63250 94
Rovigo 9,2 678 11
Treviso 1601,2 282825 210
Venezia 650,5 129660 41
Verona 2510,5 283665 285
Vicenza 430 27505 94
Totale 5783,2 787743 739

Visto il crescente interesse dei consumatori e l’incremento di quote di mercato del vino biologico in Italia, Veneto Agricoltura, con la collaborazione della Regione del Veneto e dell’Agenzia Veneta per i Pagamenti in Agricoltura (AVEPA), ha svolto un’indagine di approfondimento del settore.

A luglio 2017, è stato somministrato un questionario per la raccolta dei dati quantitativi ad un campione di 263 aziende venete, operanti nel settore vitivinicolo biologico, su una popolazione individuabile in circa 800 aziende sulla base dell’anagrafica messa a disposizione da AVEPA.

Il campione risulta composto per più della metà (52,9%) da ditte individuali, a seguire da società di persone (32,7%, s.s., s.n.c., s.a.s.) e per il 9,9% da società di capitali (s.r.l., s.p.a.).

La prima domanda per i produttoriha riguardato le motivazioni che hanno indotto l’imprenditore ad adottare il metodo biologico. Vince la convinzione etica e morale di voler seguire il metodo biologico (82,8%), prima ancora della motivazione economica (28,1%). Questo non vuol dire che non si tenga conto anche degli aspetti economici, ma che questi non possono essere i soli a condizionare le scelte dell’azienda.

Sul piano colturale, tre sono i principali punti di forza del metodo biologico rispetto al convenzionale. In primis si ritiene che il metodo biologico sia un metodo che consente un più equilibrato e sostenibile sfruttamento delle risorse naturali ai fini produttivi.

Il comparto della produzione di uva e vino biologico presenta diversi punti di debolezza interni, di cui sono consci i produttori. Vi è la necessità di un maggior apporto di forza lavoro, la burocrazia legata al rispetto del disciplinare di produzione, inoltre vi è la carenza di conoscenze tecniche rispetto al convenzionale e una disponibilità inferiore di assistenza tecnica specialistica. Il sostegno tecnico rimane, un punto critico per l’azienda.

Quesiti e risposte del sondaggio fatte al campione di produttori biologici

Motivazione che spingono a coltivare biologico
Risposte %
Credo nel biologico 82,8
Mercato più conveniente 28,1
Condizioni favorevoli in azienda 16,7
Opportunità offerti da 5,7
finanziamenti pubblici
Altro 2,7
Punti di debolezza del settore biologico
Punto di debolezza del settore biologico Punti di forza del biologico
Risposte % Risposte %
> impiego di forza lavoro 60,9 Coltivazione ecosostenibile 67,7
> professionalità 53,1 Mantiene e ampia la 47,9
> burocrazia 32,8 biodiversità
< conoscenza scientifica 19,3 Migliora le condizione di 37,5
< disponibilità i assistenza tecnica 9,9 lavoro dell’agricoltore
Nessuno 2,1 Altro 4,2
Altro 3,1

Per i produttori il fronte delle minacce riguarda soprattutto la mancanza di attenzione del mondo della ricerca e sviluppo, legata al fatto che il biologico è ancora percepito come comparto marginale per superficie investita. Per questo sia la ricerca pubblica che le imprese fornitrici dei

mezzi tecnici di produzione non sono spinte a fare investimenti nel comparto.

Viene riconosciuto che continuare ad utilizzare il rame e lo zolfo per la difesa (56,8%) potrebbe creare delle resistenze limitative in un prossimo futuro e quindi auspicano la possibilità di trovare delle soluzioni alternative per diminuirne l’uso.

Il settore vitivinicolo bio in Veneto, pur avendo una lunga tradizione, prima con la produzione di uva biologica e, dal 2013, anche di vino biologico, rappresenta in proporzione ancora una nicchia produttiva rispetto alla produzione vitivinicola complessiva regionale. Negli ultimi anni, però, la crescita è stata di rilievo, tanto che il Veneto si colloca al 5° posto con quasi 5.000 ha di vigneti bio.

Ciò ha consentito di ampliare l’offerta e di “formare/formarsi” aziende vitivinicole capaci di essere protagoniste sul mercato sia interno che estero.

Tratto da ‘ Il vino biologico veneto’ di Veneto Agricoltura

Il-vino-biologico-veneto.pdf

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *