Cosa possiamo fare per salvare le api?

Ha fatto molto scalpore il fatto che nella provincia di Udine sono stati sequestrati 17 proprietà agricole, in quanto gli agricoltori sono stati ritenuti responsabili di una moria di api per un uso spropositato di pesticidi. Infatti sono i veleni usati in agricoltura la causa più devastante di uno dei problemi più gravi di sempre che interessa l’agricoltura, la biodiversità, noi e il nostro futuro: la moria delle api.

Più di un terzo delle specie selvatiche di api e farfalle si trova di fronte all’estinzione locale. Uno studio delle Nazioni Unite ha rilevato che la dipendenza dell’agricoltura dagli impollinatori è aumentata del 400% dagli anni ’60: circa tre quarti delle colture alimentari dipendono dall’impollinazione. Secondo la Fao delle 100 specie vegetali che forniscono il 90% del cibo nel mondo, 71 sono impollinate dalle api.

È dal 1998 che gli apicoltori in Europa hanno iniziato a notare un’insolita debolezza e mortalità degli sciami di api domestiche, in particolare in Francia, Belgio, Svizzera, Germania, Regno Unito, Spagna, Olanda e Italia, dovuta ad una serie di cause. Tra queste cause c’è il cambiamento climatico, che ha cambiato il ritmo di alternanza delle stagioni creando seri problemi alle api, in particolare l’uscita anticipata dal letargo rende più difficile per loro trovare il cibo. Quindi le cause individuate sono plurime, ma col passare degli anni l’attenzione si è concentrata su una famiglia in particolare di insetticidi, i neonicotinoidi. Che sono insetticidi introdotti su larga scala e usati in agricoltura convenzionale per la concia delle sementi di mais e di altre colture, ed agiscono sul sistema nervoso di insetti infestanti.

Le api che entrano in contatto con queste sostanze perdono il senso dell’orientamento e non riescono più a tornare all’alveare; quelle che tornano portano un carico inquinante che indebolisce tutto il gruppo rendendolo più esposto agli assalti delle malattie e dei parassiti. La sopravvivenza delle api incomincia da una drastica riduzione dei pesticidi in agricoltura, senza escludere un approccio più sostenibile e lungimirante nelle stesse tecniche di apicoltura. Ecco che fondamentale è l’approccio dell’agricoltura biologica.

Il miele biologico viene prodotto secondo standard codificati. Per la normativa europea gli alveari devono essere posizionati in luoghi lontani almeno 3 km da fonti di inquinamento. Sono vietati l’ utilizzo di antibiotici e acaricidi di sintesi. I fogli cerei, devono essere di provenienza certificata biologica.

Comunque ognuno di noi, nel suo piccolo può contribuire per salvarle dall’estinzione, creando piccole oasi di biodiversità, prediligendo l’agricoltura biologica e i prodotti così coltivati senza pesticidi, evitando di rasare i prati a zero e di spargere insetticidi nel proprio giardino, coltivando fiori nutrienti e graditi alle api anche in balcone.

Sitografia:

– Terra Nuova; Cambia la terra; Lifegate.

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