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- BioBank
- Unione Europea
- Regione Veneto
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NOTIZIARI AIAB VENETO

APRILE 2007

Appuntamenti/Proposte: biologico in Piassa del 15 aprile 2007 - PADOVA (dopo il rinvio causa maltempo del 25 marzo) Dopo la sperimentazione del 2005-06, anche quest'anno verranno applicati i Disciplinari di Aiab per definire e tutelare le manifestazioni bio; il controllo della loro corretta applicazione è affidato ad ICEA. Quest'anno abbiamo esteso l'invito anche alle principali realtà del commercio equo-solidale della città, che contiamo di avere in piazza con le loro proposte e i loro progetti legati all'agricoltura biologica e al consumo critico. Prevediamo di arricchire la consueta Festa/Mercato con l'organizzazione, nella giornata di domenica, di tre convegni: "Risparmio energetico a casa nostra" in collaborazione con Sportello energia Legambiente e Cdq 5: comportamenti virtuosi per la diminuzione dei consumi energia, senza che questo comporti stravolgimenti nel nostro stile di vita. “Autoproduzione di sementi”: porteremo l'esperienza dalla Coop. spagnola Los Pueblos Blancos, Andalusia, che siamo stati a conoscere di recente; è un'esperienza innovativa ed interessante, un comportamento virtuoso che permetterebbe di uscire dalla dipendenza dalle multinazionali, ormai uniche venditrici di sementi... è anche una tutela del prodotto locale e una risposta concreta di lotta contro gli OGM; avremo l'esperienza di una azienda locale, raccontata direttamente da Andrea Giubilato, che già da tempo ha avviato un'importante percorso di selezione delle varietà per ottenere una riproduzione del seme legata al territorio piuttosto che alla produttività a tutti i costi, percorso nato da una esperienza formata con la conoscenza della storia, delle persone e delle tecniche; interverrà Franco Zecchinato. consumo critico e gruppi d'acquisto condominiali, in collaborazione con l'Associazione Bio Rekk. Vi aspettiamo numerosi! Ricordiamo che anche quest’anno ci sarà la manifestazione “Primavera Biologica” con l’apertura delle aziende biologiche al pubblico nell’ultima settimana di aprile (le date precise verranno comunicate attraverso il sito). C’è ancora tempo per iscriversi come azienda ed apparire nel nostro sito e nel sito ufficiale della manifestazione www.primaverabio.aiab.it. Sono già pervenute alcune adesioni e si invitano altre aziende che volessero partecipare di comunicare le loro disponibilità. Ovviamente lo stesso invito vale anche per i consumatori o i gruppi di consumatori: prendete contatto con noi o direttamente con le aziende per organizzare la visita e se volete, con un piccolo contributo, un delizioso spuntino a base dei prodotti di stagione dell’azienda! In alcune aziende, inoltre, si terrà anche l’evento “Un giorno da bio controllori”, organizzato da e con Icea. Un tencnico ispettore di Icea illustrerà al pubblico presente come si effettuano le verifiche aziendali attraverso l’analisi dei registri e la visita ai fondi aziendali. Vi invitiamo a partecipare numerosi ed a tenervi informati sul nostro sito internet per tutti gli aggiornamenti. Per ulteriori informazioni potete inviare una e-mail all’indirizzo sportello@aiabveneto.org. Qui sotto l'elenco delle manifestazioni. Primavera bio ecco il programma delle manifestazioni: - 14 aprile ore 14.00 presso Az. agr. Miola Francesco via villa, 40 - Campolongo Maggiore (VE) Azienda biologica con produzione di ortaggi. Presentazione dell'azienda, dell'attività di produttore biologico e illustrazione dei controlli (visita dimostrativa) da parte dell'ente di certificazione ICEA - 24 aprile ore presso Thirta Centro culturale Tirtha Via Tremole' 18\a Pescantina , Verona Tel 045 - 7150513 045- 6770010 info@tirtha.it Centro culturale e azienda biologica. Presentazione dell'azienda, dell'attività di produttore biologico e illustrazione dei controlli (visita dimostrativa) da parte dell'ente i certificazione ICEA - 6 maggio ore 10 presso l'azienda Mellarius Via Fermi 15 Abano Terme PD Azienda biologica con produzione di miele. Presentazione dell'azienda, dell'attività di produttore biologico e illustrazione dei controlli (visita dimostrativa) da parte dell'ente di certificazione ICEA Finanziamenti alle aziende: Nessuna novità pervenuta dal fronte Finanziaria: tutti i provvedimenti previsti per la contribuzione alle spese sostenute dalle aziende per la certificazione o spese promozionali fino al 50% come credito d'imposta non sono ancora stati resi applicativi dai decreti che erano stati annunciati dal Governo. Risultato: tante belle promesse... Comunicazione importante: Approfittiamo per comunicarvi che, con la registrazione dello statuto, AIAB Veneto ha cambiato denominazione sociale ora “AIAB Veneto - Associazione di Promozione Sociale”, abbreviabile in “AIAB Veneto APS” anziché AIAB Veneto ONLUS, per altro NON modificando nessun dato fiscale e anagrafico. La legge 7 dicembre 2000 n. 383, che disciplina le associazioni di promozione sociale, considera tali quelle “costituite al fine di svolgere attività di utilità sociale a favore di associati o di terzi senza finalità di lucro e nel pieno rispetto della libertà e dignità degli associati”, in tal senso non rientravamo più nell’ambito delle Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale (appunto le ONLUS). Quest’ultime possono operare, per l’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale, solo nei settori tassativamente individuati dalla legge all’art. 10 del D.Lgs 460/97, che elenca le attività istituzionali. Oltre alle attività istituzionali vi possono essere anche attività connesse, in quanto derivanti da una operatività analoga o accessoria a quella istituzionale. AIAB Veneto APS continua, come prima e se possibile più di prima, nella sua azione di promozione e tutela del metodo di produzione biologico sia verso i produttori che verso gli acquirenti. Vi preghiamo pertanto di aggiornare i nostri dati in vostro possesso. Confermiamo tutti i nostri riferimenti (indirizzo, recapiti, appoggi postali e bancari).

MARZO 2007

Programma di Iniziativa Comunitaria INTERREG IIIA Transfrontaliero Adriatico Come ormai molti di voi sapranno, è stato approvato dall’UE il progetto Biolfish. Innanzitutto ci complimentiamo con i Leader del progetto, ovvero coloro che lo hanno pensato per primi e che poi ci hanno coinvolto per la sua definizione e realizzazione. Il progetto si concluderà a dicembre e fino ad allora saranno organizzate molte attività per lo sviluppo delle aree coinvolte ovvero l’olio biologico ed il pesce “bio”. Il progetto, in sostanza, si propone di: a) Realizzare un percorso integrato tra il settore dell’olio di oliva ed il settore della pesca e dell’acquacoltura, con l’obiettivo di promuovere le attività di pesca realizzate con metodi sostenibili e la diffusione del metodo di agricoltura e allevamento biologico. b) Valorizzare le produzioni legate al territorio, utilizzando il grande valore simbolico dell’olivo e la particolare familiarità delle popolazioni locali verso questo prodotto, anche allo scopo di migliorare la conoscenza del territorio e delle produzioni ittiche Adriatiche. c) Creare un network stabile finalizzato alla creazione di un evento di grande rilevanza internazionale il BIOLFISH che, partendo dal successo fin qui ottenuto dal PREMIOBIOL (www.premiobiol.it), richiami l’attenzione del grande pubblico sul connubio tra la terra ed il mare, sfruttando il forte valore evocativo del legame tra il pesce e l’olio di oliva. OBIETTIVI Sul versante della produzione · Favorire la diffusione del metodo di coltivazione e di allevamento biologico nel settore dell’olio di oliva e dell’acquacoltura. · Promuovere attività di pesca sostenibile realizzate con metodi selettivi e rispettosi dell’ambiente. · Innescare meccanismi di miglioramento della qualità dei prodotti da agricoltura ed allevamento biologici. · Facilitare l’accesso delle produzioni tipiche e biologiche locali agli schemi di certificazione stabiliti in ambito comunitario. · Fornire ai produttori del biologico strumenti per impostare adeguate politiche di marketing e di commercializzazione. · Definire manuali di buona prassi per la valorizzazione commerciale dei prodotti ottenuti da agricoltura ed allevamento biologici e da attività di pesca sostenibile. Sul versante del mercato · Favorire un approccio consapevole da parte dei consumatori verso la qualità dei prodotti tipici e biologici. · Promuovere il consumo locale dei prodotti biologici. · Creare attenzione da parte dei buyer esteri e della stampa verso i prodotti di qualità certificata provenienti dalle regioni adriatiche. Sul versante della collettività · Migliorare il grado di identità delle popolazioni locali tramite la crescita della consapevolezza della qualità delle produzioni tipiche e biologiche locali. · Migliorare l’immagine complessiva dei territori interessati, anche ai fini di una valorizzazione turistica eco-compatibile. · Creare una rete stabile di relazioni basata su una comune visione della qualità dei prodotti e del territorio. ATTIVITÀ 1. Creazione di una rete stabile di assistenza per la diffusione della cultura della qualità dei prodotti biologici, per la conversione delle aziende a prassi di produzione sostenibile e per l’applicazione del metodo biologico, sia tra gli agricoltori, sia tra gli operatori della pesca e dell’acquacoltura. 2. Realizzazione di corsi di panel test per il riconoscimento dei principali parametri di qualità delle produzioni biologiche. In particolare per l’olio di oliva e i prodotti ittici. 3. Organizzazione di un corso di II livello di Panel test per l’olio di oliva. 4. Organizzazione di un seminario sull’olivicoltura biologica nel bacino adriatico finalizzato a definire le più opportune iniziative di marketing e commerciali. 5. Produzione, traduzione, stampa e diffusione di una guida di buona prassi per le attività di mkt e commerciali, compreso il pkg relativo all’olio di oliva ed ai prodotti ittici ottenuti con metodo biologico. 6. Produzione, traduzione, stampa e diffusione di un catalogo dei prodotti biologici. 7. Selezione delle migliori produzioni ottenute nel territorio ai fini dell’organizzazione di un evento internazionale PREMIOBIOL in grado di promuovere i prodotti nel territorio e presso i possibili buyer. 8. Organizzazione della I edizione della fiera dell’olio biologico e del pesce da acquacoltura biologica, rivolto principalmente agli operatori specializzati della ristorazione e del turismo. Per quanto riguarda le attività che si svolgeranno in Veneto avremo modo di informarvi volta per volta attraverso il prezioso strumento del “Biolcalenda” che ci ospita ed attraverso il nostro sito internet www.aiabveneto.org. Continua nel frattempo l’attività promozionale che facciamo attraverso il nostro sportello, sempre aperto a Padova i mercoledì dalle 9.30 alle 13. Ricordiamo che anche quest’anno ci sarà la manifestazione “Primavera Biologica” con l’apertura delle aziende biologiche al pubblico nell’ultima settimana di aprile (le date precise verranno comunicate attraverso il sito). C’è ancora tempo per iscriversi come azienda ed apparire nel nostro sito e nel sito ufficiale della manifestazione www.primaverabio.aiab.it. Sono già pervenute alcune adesioni e si invitano altre aziende che volessero partecipare di comunicare le loro disponibilità. Ovviamente lo stesso invito vale anche per i consumatori o i gruppi di consumatori: prendete contatto con noi o direttamente con le aziende per organizzare la visita e se volete, con un piccolo contributo, un delizioso spuntino a base dei prodotti di stagione dell’azienda! In alcune aziende, inoltre, si terrà anche l’evento “Un giorno da bio controllori”, organizzato da e con Icea. Un tencnico ispettore di Icea illustrerà al pubblico presente come si effettuano le verifiche aziendali attraverso l’analisi dei registri e la visita ai fondi aziendali. Vi invitiamo a partecipare numerosi ed a tenervi informati sul nostro sito internet per tutti gli aggiornamenti. Per ulteriori informazioni potete inviare una e-mail all’indirizzo sportello@aiabveneto.org.

GENNAIO 2007 CAMPAGNA SOCI 2007

Campagna soci 2007: La campagna soci 2007 è a buon punto, ringraziamo tutti i soci e nuovi soci che hanno già proveduto al versamento della quota sociale per il 2007 e invitiamo chi non l'avesse ancora fatto a sottoscriverla quanto prima. Ricordiamo che la quota è di: - 35,00 euro per i soci ordinari che si avvalgono della scontistica della quota dovuta per il controllo e la certificazione delle aziende agricole, di trasformazione e dei negozi che si assoggettano al regime di controllo del nostro partner ICEA; - 20,00 euro per tutti gli altri soci ordinari; - 150,00 per i soci sostenitori. Sul sito, all'indirizzo www.aiabveneto.org il testo completo della campagna soci. Appuntamenti/Proposte: Mestre – piazza Ferretto in occasione della domenica ecologica del comune di Venezia di domenica 25 febbraio 2007 Aiab Veneto organizza: “…conoscere l’agricoltura biologica…” (in allegato alla presente il programma e la locandina!) Per l’intera giornata, presso lo stand di AIAB Veneto, avranno luogo una serie di degustazioni guidate in collaborazione con Veneto a Tavola. Le degustazioni sono gratuite sino ad esaurimento dei posti a sedere (30), con approfondimenti nutrizionali, salutistici ed enogastronomici. ORE 10 AGRUMI DA AGRICOLTURA BIOLOGICA D’ITALIA Una spremuta di benessere. Arance e caprino, colazione dei pastori itineranti. ORE 11 LEZIONE CON UNO CHEF DAL TITOLO “LEGUMI DA AGRICOLTURA BIOLOGICA A TAVOLA” Tutta la bontà delle proteine vegetali ORE 12 Aperitivo “biologico” a tutti i presenti, alcolico e analcolico ORE 15 RICCHI RADICCHI VENETI Quali sono, dove e come si coltivano, le aziende biologiche che li vendono direttamente al pubblico. Misticanza di radicchi biologici veneti con noci e formaggio, in abbinamento a vino da agricoltura biologica. Durante la degustazione saranno presenti rappresentanti dell’AIAB Veneto e dell’azienda agricola e agrituristica “Papaveri & Papere” (Caltana, VE) per un utile confronto tra “produttori agricoli” e “consumatori” sul tema della vendita diretta in azienda. ORE 17 PESCE & VERDURE DA AGRICOLTURA BIOLOGICA Cibo della quaresima Stiamo organizzando il Biologico in Piassa del 25 marzo 2007 (in occasione della domenica ecologica del comune di Padova)... segnalateci le vostre intenzioni a partecipare! Dopo la sperimentazione del 2005-06, anche quest'anno verranno applicati i Disciplinari di Aiab per definire e tutelare le manifestazioni bio; il controllo della loro corretta applicazione è affidato ad ICEA. Quest'anno abbiamo esteso l'invito anche alle principali realtà del commercio equo-solidale della città, che contiamo di avere in piazza con le loro proposte e i loro progetti legati all'agricoltura biologica e al consumo critico. Prevediamo di arricchire la consueta Festa/Mercato con l'organizzazione, nella giornata di domenica, di tre convegni: "Risparmio energetico a casa nostra" in collaborazione con Sportello energia Legambiente e Cdq 5: comportamenti virtuosi per la diminuzione dei consumi energia, senza che questo comporti stravolgimenti nel nostro stile di vita. “Autoproduzione di sementi”: porteremo l'esperienza dalla Coop. spagnola Los Pueblos Blancos, Andalusia, che siamo stati a conoscere di recente; è un'esperienza innovativa ed interessante, un comportamento virtuoso che permetterebbe di uscire dalla dipendenza dalle multinazionali, ormai uniche venditrici di sementi... è anche una tutela del prodotto locale e una risposta concreta di lotta contro gli OGM; interventi di Franco Zecchinato e del professor Gianni Tamino. consumo critico e gruppi d'acquisto condominiali, in collaborazione con l'Associazione Bio Rekk. Vi aspettiamo numerosi! Finanziamenti alle aziende: Si apre uno spiraglio sul futuro dei finanziamenti legati al PSR per le aziende agricole biologiche venete. Viene stabilita una forma di contribuzione (oltre che alle aziende che si convertono per la prima volta al metodo biologico - dattaglio apparso nelle prime stesure del PSR) anche alle aziende "storiche". Attendiamo nuove in tal senso poichè non si conosce ancora la quota destinata che potrebbe essere lagata ai costi di certificazione. Inoltre c'è un aspetto positivo legato alla manovra finanziaria 2007 che destina un credito d'imposta pari al 50% del costo della certificazione per le aziende agricole certificate (e cooperative) "per legge" ovvero bio, dop, igp. Speriamo che queste misure non si accavallino... annullandosi a vicenda! Per maggiori informazioni vi consigliamo di rivolgervi ai vostri consulenti fiscali. Sarà nostra premura informarvi, comunque, anche su questo.

PREMESSA

dicembre 2006 PARLIAMO DI SICUREZZA ALIMENTARE E AGRICOLTURA

PREMESSA

Su un’unica cosa siamo tutti d’accordo: il tema della sicurezza alimentare è entrato nell’agenda delle politiche regionali, nazionali e comunitarie, purtroppo quando…. i “buoi sono già scappati”. Come sovente accade quando si deve decidere su argomenti che hanno enorme rilevanza economica e, quindi, in gioco ci sono grandi interessi di parte, le politiche arrivano quando alcuni errori (o orrori) si sono già compiuti.
Così è stato anche per la sicurezza alimentare.
Dopo il vino al metanolo, ove il danno non era stato sufficiente (per alcuni) a prendere provvedimenti urgenti e complessivi sulla materia, si è dovuto assistere ai successivi casi di “pollo alla diossina” (ricordate il mangime “trattato” con olio industriale di risulta?), di morbo della cd. “mucca pazza”, di estrogeni utilizzati in quantità industriale negli allevamenti zootecnici, prima che le Autorità corressero ai ripari. Non possiamo nemmeno dire che tutti, in quegli anni, hanno taciuto. Mi guardo bene dal citare le forze politiche che, anche vent’anni fa, ponevano l’argomento della sicurezza alimentare all’attenzione dei cittadini e dei media. Ricordo solo, giusto per l’appartenenza che mi lega da molti anni al movimento biologico della mia regione, che prima come Coordinamento Veneto poi come AIAB-AVeProBi, i gruppi dirigenti di queste associazioni hanno denunciato le pericolose derive del nostro sistema agroalimentare; chi allora si occupava di nuovi stili di vita, di agricoltura biologica, di tutela delle risorse ambientali, di nutrizione, poneva al centro dell’attenzione il tema della tutela della salute in relazione all’alimentazione. Con il tempo, per difenderci dagli ecofurbi e dagli opportunisti, siamo addirittura arrivati a coniare il termine di alimentazione "biomeditterranea", per cercare di distinguere un modello di alimentazione basato:
- sull’uso di alimenti biologici;
- sul rispetto della stagionalità delle produzioni;
- sulla riscoperta di prodotti che erano (e purtroppo sono rimasti anche ai nostri giorni) al margine delle nostre tavole.

LEGISLAZIONE E SICUREZZA ALIMENTARE

Ritorniamo sull’argomento iniziale, il rapporto alimentazione-salute.
L’Unione Europea ha, in questi anni, prodotto molti documenti e alcuni Regolamenti. Ad una lettura attenta portano ad una vera "rivoluzione" sull’argomento. Vediamo in seguito alcuni passaggi che riguardano direttamente il settore agricolo. Concentriamoci ora sulla legislazione di base, ossia valida per tutti i settori.
Del 2000 è il Libro bianco sulla Sicurezza alimentare [COM (1999) 719 def. del 12/01/2000]. Hanno fatto capolino, in seguito, il Reg. CE n. 178 del 28 gennaio 2002 e i successivi regolamenti CE nn. 852-853-854 e 882 tutti del 2004. Il "regolamento-quadro" sulla sicurezza alimentare -n. 178/2002- è già entrato in vigore (1° gennaio 2005)- mentre il restante "pacchetto" di provvedimenti vi entrerà il 1° gennaio 2006. Mancano solo alcuni mesi all’appuntamento.

SICUREZZA ALIMENTARE IN AGRICOLTURA

A partire dal Libro bianco sulla Sicurezza Alimentare, gli aspetti legislativi approvati dalla Commissione e dal Parlamento Europeo che riguardano più direttamente le attività economiche e i consumatori sono essenzialmente tre: - una nuova e più efficace legislazione sulla SICUREZZA IGIENICO-SANITARIA degli alimenti;
- un efficace piano di CONTROLLI;
- l’informazione dei CONSUMATORI.
Perché tutto questo sull’alimentazione?
La materia ha una ripercussione sull’agricoltura?
Una semplice ma efficace risposta è che la dimensione internazionale del commercio dei prodotti agricoli (si chiama globalizzazione?) ha portato e porta tuttora sulle nostre tavole alimenti la cui provenienza –e quindi modalità di trasformazione/preparazione- è spesso ignota. Non è possibile risalire alle responsabilità, colpire, chi per dolo o per colpa grave, mina la salute dei consumatori con l’immissione sul mercato di derrate alimentari di scarsa o pessima qualità. L’UE ma ancor di più i settori economici legati alla filiera agroalimentare non potevano permettersi un’altra caduta di credibilità, un altro scandalo, dopo quanto successo nel settore carni con il morbo della “mucca pazza”. Era pertanto necessario uniformare le legislazioni degli Stati sui tre punti citati e garantire una soglia di sicurezza maggiore delle derrate alimentari.
Ciò che rassicura tutti quanti è che finalmente esiste un quadro legislativo serio e corposo sull’argomento alimentazione in rapporto alla salute del consumatore. Preoccupa, invece, un aspetto di questa nuova ondata di regolamenti aventi un riflesso sull’agricoltura: di solito, l’ampia mole di regole e norme è a discapito degli anelli deboli della “filiera alimentare”. E tra questi ci sono gli operatori agricoli.
Non tedio il lettore con un’esamina dettagliata dei singoli regolamenti, che anch’io tra l’altro conosco non perfettamente, ma posso senza dubbio affermare che per l’agricoltura, o meglio, per una certo tipo di agricoltura (che si avvale della filiera corta, che produce beni di intrinseca qualità e magari biologica, che punta ad un contatto diretto con il consumatore) le cose si mettono male.

Scusate se sono costretto a qualche citazione ma prego il lettore di seguirmi con fiducia e pazienza e alla fine, spero, sarà premiato nella maggior comprensione della materia, che è oggettivamente ostica.
Recita il Reg. CE 178/2002, all’art. 2: - "alimento" è sostanza o prodotto trasformato, parzialmente trasformato o non trasformato destinato ad essere ingerito ...;
- per "produzione primaria" s’intende tutte le fasi della produzione, dell’allevamento o della coltivazione dei prodotti primari ...;
Se non bastasse, il Reg. Ce 852/2004, all’art. 1, afferma che i “prodotti primari” sono i prodotti della terra, dell'allevamento, della caccia e della pesca.
Sappiamo ora che oggetto della legislazione citata ci sono TUTTI i prodotti AGRICOLI, dal momento che uno decide di coltivarli o di allevarli.
Ora cosa dicono questi regolamenti su questi prodotti?
Fatta eccezione per quelli destinati all’autoconsumo, le produzioni agro-alimentari, anche "primarie", devono sottostare ai requisiti previsti da:

Reg. CE n. 852/04

articolo 4, comma 3

"Gli operatori del settore alimentare se necessario adottano le seguenti misure igieniche specifiche:
a) rispetto dei criteri microbiologici relativi ai prodotti alimentari;
b) le procedure necessarie a raggiungere gli obiettivi fissati per il conseguimento degli scopi del presente regolamento;
c) rispetto dei requisiti in materia di controllo delle temperature degli alimenti; d) mantenimento della catena del freddo;
e) campionature e analisi".

articolo 5, comma 1

"Gli operatori del settore alimentare predispongono, attuano e mantengono una o più procedure permanenti, basate sui principi del sistema HACCP".

articolo 5, comma 2

“I principi del sistema HACCP di cui al paragrafo 1 sono i seguenti:
a) identificare ogni pericolo che deve essere prevenuto, eliminato o ridotto a livelli accettabili;
b) identificare i punti critici di controllo nella fase o nelle fasi in cui il controllo stesso si rivela essenziale per prevenire o eliminare un rischio o per ridurlo a livelli accettabili;
c) stabilire, nei punti critici di controllo, i limiti critici che differenziano l'accettabilità e l'inaccettabilità ai fini della prevenzione, eliminazione o riduzione dei rischi identificati;
d) stabilire ed applicare procedure di sorveglianza efficaci nei punti critici di controllo;
e) stabilire le azioni correttive da intraprendere nel caso in cui dalla sorveglianza risulti che un determinato punto critico non è sotto controllo;
f) stabilire le procedure, da applicare regolarmente, per verificare l'effettivo funzionamento delle misure di cui alle lettere da a) ad e);
g) predisporre documenti e registrazioni adeguati alla natura e alle dimensioni dell'impresa alimentare al fine di dimostrare l'effettiva applicazione delle misure di cui alle lettere da a) ad f)".

articolo 5, comma 4

"Gli operatori del settore alimentare:
a) dimostrano all'autorità competente che essi rispettano il paragrafo 1, secondo le modalità richieste dall'autorità competente, tenendo conto del tipo e della dimensione dell'impresa alimentare;
b) garantiscono che tutti i documenti in cui sono descritte le procedure elaborate a norma del presente articolo siano costantemente aggiornati;
c) conservano ogni altro documento e registrazione per un periodo adeguato".

Da questa sintesi dell’articolato del regolamento n. 852/2004, si può solo intuire la dimensione del tornado che si sta abbattendo sulle attività economiche dei produttori e allevatori europei. Si salvano, in parte , gli operatri agricoli che si limitano a raccogliere il prodotto della terra o dell’allevamento e a cederlo a terzi per la trasformazione, il condizionamento e la preparazione. Chi, invece, vuole accorciare la filiera (e sono i più) e dare del valore aggiunto al proprio lavoro dovrà (fatte salve deroghe che, al momento, non si vedono all’orizzonte) sottoporsi alle citate prassi che noi chiamiamo, per semplicità di comprensione, delle "Buone Pratiche di Sicurezza Alimentare".

Dopo una prima lettura dei documenti e della bibliografia, ormai ampia sull’argomento (segnalo, a chi ha interesse ad approfondire l’argomento, il sito Web della Regione Emilia Romagna), si comincia a coltivare un sospetto. Più si approfondisce la materia e più si chiedono spiegazioni a esperti, medici, nutrizionisti e tecnologi alimentari (che pessimo nome per chi come noi coltiva il sogno che il cibo è tutto fuorché un prodotto tecnologico...) il sospetto diventa realtà: gli agricoltori (siano essi coltivatori di fondi o allevatori, trasformatori e/o preparatori di "sostanza atta ad essere ingerita") e i preparatori di mangimi -in quanto prima o poi arrivano anch’essi sulle nostre tavole- sono equiparati, soprattutto quando trasformano i prodotti della terra e dell’allevamento, a qualsiasi altra attività secondaria che trasforma e prepara alimenti: dal piccolo bar alla grande multinazionale. Una piccola azienda orticola di 10.000 mq che prepara la verdura da vendere settimanalmente presso il proprio spaccio aziendale deve dotarsi di un’organizzazione (manuali autocontrollo igienico-sanitario, responsabilità, personale specializzato) e di strutture tecnologiche (laboratori di prima lavorazione dedicati, acqua corrente, ecc) previsti dagli allegati I e II al Reg. CE 852/2004.
Tutto ciò ha un senso?
È plausibile che le aziende agricole riescano ad adempiere a queste norme cogenti imposte dalla legislazione comunitaria?
E anche se fosse possibile, tali adempimenti rispondono a ciò che i consumatori chiedono per garantire la propria salute?
E ancora.
Che ripercussioni potrà avere la normativa europea (automaticamente estesa sul territorio nazionale dei 25 Stati membri dell’UE) sulle produzioni artigianali, tradizionali e di nicchia, sulle produzioni di qualità e biologiche della nostra agricoltura? Che fine faranno i produttori e allevatori che “manipolano” il prodotto direttamente in azienda?
E gli agriturismi che somministrano pasti e magari vendono le loro belle confezioni di miele, passata di pomodoro, sott’olii, tutti fatti rigorosamente in casa, che fine faranno?
Per chi ama la montagna e le sue tradizioni, le produzioni delle nostre malghe e o agriturismi (quali carne, burro, formaggio, ricotta) dovranno essere azzerate e al loro posto sostituite nel piatto da una qualsiasi cotoletta surgelata o da un Leerdammer olandese? Nel bicchiere dovremmo rassegnarci a trovare del vino (per i più viziosi) liofilizzato e zuccherato prodotto in Finlandia o del latte confezionato in scatole di cartone provenienti dalla Romania (perchè lì, state sicuri, costerà meno produrlo e trasportarlo sino 1700 m slm piuttosto che andarlo a prendere nella sala di mungitura annessa alla malga/agriturismo nella quale stiamo mangiando) ?
E, infine, il colmo dei colmi, non potremmo più farci servire dell’acqua del torrente presa a monte perchè questa è stata “trattata” (ossia prelevata e messa in una caraffa dall’oste) e preferire la confezione in bottiglia di plastica proveniente da fonti d’acqua miracolistiche (per chi ha problemi di ritenzione, calcoli al fegato, così ci segnalano i nostri testimonials televisivi) prelevata in pianura o magari da una catena montuosa dal nome impossibile posta dall’altra parte del Globo?
No, tutto ciò non ha un senso.

COSA SUCCEDE QUI DA NOI

La Regione del Veneto da tempo lavora sulla sicurezza alimentare, soprattutto per garantire una buona preparazione del personale sanitario impiegato presso i Servizi Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (SIAN). Sin dal primo Piano Triennale sulla Sicurezza Alimentare (2002-2004), la Regione del Veneto si è distinta per l’impegno a rendere concreti gli indirizzi dell’U.E., anche sul fronte dell’informazione al consumatore. Ora siamo già alle seconda programmazione (Piano 2005-2007) e quindi l’azione delle autorità regionali procede secondo programma. Maggiori dettagli sul sito regionale www.regione.veneto.it.

Il settore agricolo è coinvolto nel processo di adeguamento strutturale che la normativa europea sulla sicurezza alimentare imporrà alle attività economiche a partire dal 1° gennaio 2006?
O per lo meno, ha posto attenzione al fatto che tale materia in agricoltura deve essere affrontata da un gruppo di lavoro multidisciplinare?
È stato fatto presente che quanto di buono per l’agricoltura è stato raggiunto con il D. Lgs 228/01 potrebbe essere messo in discussione dal Reg. CE 178/2002 e seguenti?
Un tale impatto della normativa sulla sicurezza alimentare potrà ripercuotersi sul paesaggio e sulle tipicità e tradizioni locali?
Fatto salvo qualche approfondimento nel campo della tracciabilità e rintracciabilità per gli allevamenti zootecnici (e qui sempre “grazie” alle emergenze contingenti, morbo della “mucca pazza” docet), gli altri comparti agricoli sapranno rispondere positivamente alle nuove disposizioni comunitarie?
La sicurezza alimentare passa solo ed esclusivamente dal rispetto degli obblighi previsti dal Reg. CE 178/02 e successivi richiami (Regg. CE nn. 852-853-854-882 del 2004) o c’è dell’atro da aggiungere?
I pericoli per la salute umana sono quelli derivanti dalla produzione delle ricotte di malga ovvero dalle confezioni di sugo per pasta prodotte dall’azienda agrituristica biologica, oppure gli scandali alimentari sono nati altrove?
Il vino al metanolo, il pollo alla diossina, il morbo della "mucca pazza", l’influenza aviaria, la peste suina, il "morbo della lingua blu" sono emergenze alimentari nate dai prodotti e/o processi di eccellenza (BIOLOGICO, prodotti tradizionali) oppure da un trattamento tecnologico, spinto dall’avidità di accumulo della ricchezza, del prodotto agricolo considerato alla stregua di un filone di acciaio per la produzione industriale di un macchinario?

Mi scusi il lettore per le molte domande, alcune provocatoriamente retoriche, che non vogliono essere però un tentativo di sottrarre il settore primario alle "Buone Pratiche sulla Sicurezza Alimentare". Anche l’agricoltura deve contribuire a garantire, al pari degli altri settori, un livello di sicurezza per la salute dei consumatori attraverso i suoi beni. È necessario, però, far presente che la sicurezza alimentare passa attraverso, e direi soprattutto, ad un ripensamento dei processi di trasformazione cui sono sottoposti i prodotti "primari" e alle logiche di mercato applicate alla derrata alimentare. Bisogna, infine, chiedersi cosa significa l’adozione, tout court, della legislazione comunitaria sulla sicurezza alimentare in piccole realtà produttive presenti nel settore primario, magari marginali dal punto di vista economico, ma assai rilevanti sotto altri aspetti. Chi conosce un minimo l’agricoltura veneta si renderà conto che un’applicazione delle normative sulla sicurezza alimentare così come le leggiamo dai regolamenti comunitari potrebbe significare la scomparsa di un tessuto economico-sociale vitale e interessante anche per altri settori economici (si pensi solo al turismo) o magari per l’ambiente e il paesaggio.
Per queste "piccole" attività agricole è necessario prevedere delle norme facilmente applicabili – e non onerose - ai piccoli laboratori di trasformazione o alla piccole rivendite di derrate alimentari.
E questa volontà deve scaturire anche dalla realtà dei fatti: che i pericoli per la salute del consumatore sinora sono originati da chi manipola industrialmente la derrata alimentare. Un esempio su tutti: "mucca pazza" si è abbattuta, innanzitutto, sugli allevamenti industriali ove cioè il ricorso alla mangimistica specializzata (e di provenienza industriale anch’essa!) è stato massiccio e incontrollato, anche talvolta con la complicità degli agricoltori.
Gli agricoltori devono essere consapevoli che ogni qualvolta forzano i cicli produttivi, senza fare il conto con gli equilibri naturali e le leggi della biologia, rischiano di minare la propria salute e quella dei loro clienti-consumatori.

Massimiliano Rossi